Home
Il Vescovo
Il Parroco
Parrocchia
Pastorale
Carità
Catechesi
Liturgia
Eventi
Avvisi
Guestbook
SS. Pietro e Paolo - 29 giugno 2011
La domanda che il Signore fa ai suoi discepoli a Cesarea di Filippo, è una domanda che il Signore fa a tutti i discepoli di sempre. Percorrendo il cammino della vita, il cammino delle Fede, il Signore è sempre lì che ci domanda: “che dice la gente che io sia”, “ma voi, ma tu che dici che io sia”. Questa domanda che Gesù rivolge ai discepoli, non è tanto per conoscere, anzi assolutamente non è per conoscere la sua popolarità. Il Signore non ha bisogno di sapere quanto è popolare, oppure di sapere quanta accettazione c’è da parte dei suoi discepoli, quanto indice di gradimento diciamo così, riscuote presso gli altri. Ma è una domanda che il Signore ci fa perché ci fermiamo, ci possiamo fermare, nel cammino della vita, nel cammino della Fede, per domandarci: “qual è il mio rapporto con Gesù” Farci sapere, farci conoscere, farci prendere coscienza continuamente di qual’è il nostro rapporto con Lui. Perché se non c’è un rapporto con lui o se c’è un rapporto sbagliato con Lui, anche tutta la Fede è sbagliata,  il Signore vuole che noi ci formiamo l’interrogativo, senza ansie, senza paure, ma con una certa sollecitudine, e una certa ampia decisione. Gli apostoli hanno risposto, Pietro risponde anzi li per lì, con una professione classica: “ Tu sei il Cristo , il Figlio del Dio vivente”. Come se Pietro in quel momento avesse detto il Credo, il Credo che noi tutti diciamo anche nella Messa, e che diremo anche tra poco. Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente! Formula la sua Fede con un articolo preciso “Io credo questo” e lo faremo come ripeto anche noi, fra pochi momenti. Però la risposta vera di Pietro, che poi è stata anche di Paolo, e di tutti gli Apostoli è quella del finale, è quella del dono della vita.
Noi stiamo celebrando non due apostoli soltanto, ma anche due martiri. sapete tutti gli apostoli. Tutti gli apostoli sono martiri, tranne Giovanni Evangelista. Tutti hanno dato testimonianza al Signore, attraverso il dono della vita. In particolare Pietro e Paolo morirono entrambi a Roma, Pietro crocifisso come Gesù, anche se in una posizione particolare, e Paolo decapitato. Pur di non rinunciare alla loro Fede, a quella professione “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” essi hanno accettato la morte. Allora la risposta vera a quella domanda :”Chi sono Io per te” non avviene tanto attraverso un articolo di Fede, il pronunciamento di un Credo, ma viene attraverso il dono della vita. Ora se noi siamo pronti a dare la vita al Signore, se noi siamo pronti a morire per il Signore, allora possiamo dire di crederci. Questa è effettivamente l’unica risposta  che possiamo dare. Lo abbiamo detto tante volte, lo ripetiamo ancora, la vocazione cristiana è una vocazione al martirio, è una vocazione al dono della vita. Non solo tutti gli Apostoli sono morti martiri, ma il primo Santo della Chiesa, il primo santo dopo gli apostoli è un martire, ed è Santo Stefano. E Santo Stefano ricopia in tutto nella sua morte la morte del Signore Gesù. Per dare una risposta vera e autentica bisogna che noi mettiamo a rischio, per Cristo, la nostra vita. Quando possiamo dare questa risposta? Forse  al momento utile, come dice San Paolo nella seconda lettura: “ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la Fede…”, e sta per andare a Roma, e a Roma troverà appunto la morte nel martirio. Forse alla fine, forse alla fine sarà veramente la prova del nove, quando il Signore ci  metterà davanti forse non un martirio di sangue, ma un martirio morale! Chissà se saremo pronti davanti alla sofferenza estrema, quando saremo posti davanti all’emarginazione, all’allontanamento da parte anche delle persone più care. Diceva San Francesco al frate al quale dettava i suoi pensieri: “Fra Leone, tu scrivi, che quando arriveremo a un nostro convento, busseremo, e ci sarà la neve, la bufera, il freddo,  e da dentro ci riconoscono questi, sanno chi siamo, e nessuno ci aprrirà, allora è perfetta letizia”. Ecco quando saremo messi davanti a queste prove, vedremo che cosa rispondere. Vedremo quale sarà la nostra Fede. Intanto abbiamo il dovere di chiedere l’intercessione dei Santi Apostoli, in particolare di Pietro e Paolo , perché nelle difficoltà della vita, perché nelle difficoltà della Fede, perché nelle difficoltà dovute ai nostri figli e ai nostri peccati, siamo capaci di prendere coraggio e di testimoniare il Signore. Anche nelle croci più piccole in questi momenti, e poi quando verrà il momento nostro, il momento della prova cruciale, ci aiuti il Signore a dire e a fare, la nostra professione di Fede.

Don Giuliano Pagliaricci
Per qualsiasi suggerimento o considerazione scrivete al WEBMASTER
INDIETRO