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LINEE PROGRAMMATICHE PER L’ATTIVITA’ DI CATECHISMO ANNO 2008-2009

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Una domanda fondamentale e provocante: essere catechisti……
Iniziamo il nuovo itinerario con una domanda semplicissima, in apparenza banale: che cosa significa essere catechisti oggi?  Essere catechisti oggi è diverso dall’esserlo stato 10/20 anni fa o addirittura in un passato più lontano.
Nel linguaggio comune essere catechisti sembra avere lo stesso significato di fare catechismo ma non è affatto la stessa cosa.
Fare catechismo vuol dire compiere un cammino di fede con persone che consapevolmente scelgono di conoscere e seguire Gesù.
Diverse possono essere le ragioni di questa scelta, alcune volte casuali spesso contingenti.
Tuttavia da qualunque parte si cominci la meta resta la stessa: essere rimasti affascinati e rapiti da Cristo.
Ma essere catechisti implica un modo di vivere, di accostarsi a questa missione, di testimoniare questa meravigliosa esperienza nella vita e nella comunità parrocchiale.
Non si può essere catechista una sola ora la settimana: lo si è in tutti i momenti della giornata. E’ uno stile di vita che deve guidare le scelte e dare forma alla testimonianza quotidiana.
Nelle nostre parrocchie la catechesi è finalizzata ai Sacramenti dell’Iniziazione cristiana, ma in realtà s’intende qualcosa di molto più vasto e duraturo: un cammino di formazione permanente, da compiere lungo tutto l’arco della vita.
Potremmo dire che come non si finisce mai di imparare ad essere dei buoni figli o dei buoni genitori, così non si può pensare di essere tanto perfettamente cristiani da non aver più bisogno di crescere attraverso una costante formazione e un indispensabile approfondimento.
Se questo discorso è valido per ogni battezzato, tanto più lo è per il catechista che avverte nel corso del suo cammino di non essere in grado di trasmettere la fede, se essa non viene continuamente alimentata.
Essere catechista e vivere questa ministerialità significa lasciarsi provocare e sollecitare dal desiderio di crescere e maturare sempre nella fede. Le sfide della vita interpellano la nostra professione di fede e la catechesi offre alcune prospettive e alcune risposte per diventare adulti nella fede. Nella catechesi che si svolge in parrocchia i Sacramenti sono delle tappe, degli obiettivi intermedi e mai dei traguardi.
Fare catechesi è attualizzare nel presente l’annuncio del Vangelo, che si è tramandato nei secoli ed è giunto fino a noi.

UN PATTO CON TE…
L’origine greca del termine catechesi (dal verbo “katekeo”  = istruire a viva voce, composto di ekeo = far risuonare, echeggiare) indica che il compito del catechista è quello di farsi eco di Gesù. Perciò è fondamentale acquisire, per quanto possibile, una mentalità di fede, cercando sempre più di “vedere le cose con gli occhi di Dio”.
Il catechista si sforzerà di leggere gli avvenimenti quotidiani secondo un’ottica evangelica, interpreterà i fatti, le prove, le gioie, i contrattempi, tutto, imparando a cogliere il significato dei segni dei tempi, cioè domandandosi: “che cosa vuol farmi capire questo evento, questa difficoltà, che cosa m’insegna questo momento di gioia?”.
Il Signore, infatti, ci parla a volte attraverso i fatti; e la rivelazione, letta nel quotidiano, svela nuove potenzialità per la vita cristiana e per la testimonianza della carità.
La rivelazione cristiana infatti, la parola di Dio dell’antica e della nuova alleanza è una miniera d’oro, ricca di tesori e di perle preziose.
La catechesi ha il merito di portare in superficie, di lavorare e di smerciare queste ricchezze nel più grande numero di persone.
Il cristiano che s’impadronisce di tutto questo “ben di Dio”, diventa non solo più ricco interiormente, ma anche può arricchire più facilmente gli altri.
Ma come avviene questo miracolo, cioè questa trasformazione del modo di vedere del catechista?
Certo, non all’improvviso, ma avviene grazie alla preghiera, all’intervento dello Spirito Santo invocato spesso e prima di ogni incontro di catechismo e, soprattutto, attraverso la fedeltà ai Sacramenti della Riconciliazione dell’Eucarestia.
Esiste infatti una “spiritualità catechistica”, fatta di fiducia in Dio, di umiltà, di coerenza tra fede e vita. Ma non è meno importante e necessaria una “cultura del catechista”, fatta di studio, di riflessione, di lettura e di confronto. Oggi, essere catechista e svolgere questo ministero nella Chiesa è un compito sempre più esigente e coinvolgente. Le domande culturali sono molteplici e i ragazzi, fin dai primi anni, pongono questioni essenziali, che intaccano il senso della vita e il valore della fede. Il catechista non può rimanere muto o dare risposte superficiali, prefabbricate, deve essere pronto a dare ragione della speranza e della proposta cristiana.

MA COSA DEVO TRASMETTERE AI RAGAZZI?
Con la catechesi trasmettiamo ai ragazzi i fondamenti della fede, aiutandoli a diventare persone mature, capaci di scelte motivate e coerenti. Infatti, l’immagine di Dio che i ragazzi si faranno sarà in relazione con il nostro modo di parlarne e con i contenuti di cui ci siamo serviti per trasmettere il messaggio evangelico.
Fare catechismo è sostanzialmente annunciare Gesù e accompagnare i bambini a un incontro personale con Lui, che è via al Padre, nello Spirito Santo.
Noi parliamo ai bambini di un Dio che si è gradualmente rivelato agli uomini, che ha inviato Suo Figlio, condividendo le nostre caratteristiche umane, che ci ha amato fino al dono estremo di sé. Un Dio vicino, che sa farsi compagno di viaggio, che parla all’uomo in tanti modi, servendosi via via di interlocutori e intermediari diversi (patriarchi, profeti, angeli, infine la Sua stessa Parola: il Figlio). E’ un dono che si propone, offrendo a tutti la possibilità di credere, ma nella piena libertà.
Da queste premesse noi comprendiamo che credere non è soltanto:

  1. Aderire a una dottrina
  2. Accettare un codice di norme morali
  3. Avere fede in un Essere superiore a noi

MA E’ SOPRATTUTTO UN INCONTRO

Un incontro, non una filosofia o una ideologia, con una persona che è Gesù.
La catechesi, a partire dal Concilio Vaticano II, è cristocentrica, perché ha come contenuto essenziale del suo annuncio “Cristo morto e risorto”.

SUGGERIMENTI PER LA PROGRAMMAZIONE DI CLASSE

CLASSE PRIMA ELEMENTARE:

Obiettivo principale di questo anno di catechesi sarà quello di diventare un gruppo, imparando a stare bene insieme nell’amore e nel rispetto reciproco.
Dovranno conoscere le preghiere fondamentali del cristiano (Padre Nostro, Ave Maria, Angelo di Dio, e l’Eterno Riposo) e imparare i segni semplici della fede, primo fra tutti il Segno della Croce, che va spiegato introducendo i due misteri fondamentali della fede: 1)- Unità e Trinità di Dio 2)- Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione del Signore Gesù Cristo.
Si parli molto di Dio Padre, facendo attenzione che i bambini abbiano una esperienza positiva del padre terreno (occorre delicatezza e sensibilità, per questo si devono conoscere prima i singoli e le loro situazioni familiari).
Il metodo da usare, non avendo sussidi scritti, si fonderà soprattutto sul gioco, il disegno, piccole drammatizzazioni, racconti, video.
Il metodo più sicuro è poi quello di amare tanto questi piccoli, ricordando sempre che Gesù li ha presi a modello del Regno dei Cieli.

CLASSE SECONDA ELEMENTARE

I bambini di seconda elementare cominciano a trovare una maggiore capacità di stare insieme; se non fosse avvenuta una totale omogeneità si dovrà lavorare ancora in questo senso, non dimenticando che molto desiderio di venire al catechismo dipenderà da quanto si sentono amati e dal bel rapporto che si è instaurato con gli animatori.
Se i bambini esprimono vivacità occorrerà orientarla verso un entusiasmo e una vivace capacità di rapporto con gli altri.
Ricordarsi che in questo anno inizia l’adozione del libro di testo e gran parte del lavoro iniziale verterà ad aiutare i piccoli a prendere confidenza con questo compagno di viaggio.
Ogni testo è fornito di sussidi di approfondimento.
Trovandosi ancora in una età dove è necessaria la manualità consiglio di adottare dei quaderni operativi idonei, che potrete voi stessi scegliere presso qualsiasi libreria cattolica.
Si comincerà in questo anno ad affrontare, aiutati dal naturale svolgersi dell’anno liturgico, i misteri e le nozioni principali della fede cristiana. Se i bambini hanno appreso bene l’idea di Dio Padre allora si approfondisca la sua realtà di unico Dio in tre Persone e dell’Incarnazione del figlio.
I bambini devono imparare il Credo e le preghiere del mattino e della sera.

CLASSE TERZA ELEMENTARE

Occorre accertarsi se è stato acquisito il senso del gruppo, se stanno bene insieme, se vengono volentieri al catechismo, se conoscono gli elementi base della fede cristiana.
Fatto questo tutto il lavoro sarà orientato alla preparazione del Sacramento della Riconciliazione, sottolineando come tutto è frutto dell’amore di Dio Padre, che prima ci ha dato la vita e poi l’ha salvata dal peccato attraverso la morte di Gesù sulla croce. Devono prendere coscienza che noi siamo stati creati nella libertà e nella libertà c’è la possibilità di allontanarsi da Dio, che è la nostra vita.
Illustrare il peccato originale, peccato attuale e peccato mortale.
Giungere quindi alla scoperta di Dio che è in continua ricerca dell’uomo e anche di ognuno di noi, cominciare a fare esperienza di perdono.
E’ possibile il perdono? Semplificare con esperienze.
Si potrebbe porre una icona all’inizio dell’anno con la proclamazione, lo studio, la drammatizzazione, la schematizzazione della parabola del Padre Misericordioso o delle altre parabole della misericordia o di altri episodi della scrittura che presentino la misericordia di Dio Padre.
I bambini devono imparare i dieci comandamenti, il comandamento dell’amore e l’atto di dolore.
Occorrerà programmare in tempo la data della liturgia della riconciliazione e fare in modo che sia la più coinvolgente per tutta la parrocchia. Dobbiamo celebrarla alla fine dell’anno scolastico.

CLASSE QUARTA ELEMENTARE

La classe deve ancora celebrare il Sacramento della Riconciliazione.
Occorrerà immediatamente verificare la loro preparazione in tal senso (vedi schema III elementare).
Puntare soprattutto sull’”amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi” in modo che essi sappiano soccorrersi, aiutarsi, amarsi, perdonarsi fra di loro.
Fatto questo lavoro tutto l’impegno sarà in vista della celebrazione della messa di prima comunione.
Prima di passare ad illustrare la struttura della celebrazione liturgica della Eucaristia ricapitolare il progetto della Salvezza di Dio, che passa attraverso il “sacrificio” di se stesso.
Partendo poi dalla Pasqua ebraica i ragazzi devono esaminare la Pasqua cristiana e coglierne le differenze e le continuità.
Infine devono imparare che la pasqua si realizza e attualizza nella messa.
Insistere molto quindi sul valore della messa festiva domenicale (assemblea liturgica nel giorno del Signore), portandoli a fare esperienza diretta con una partecipazione di gruppo e un impegno dentro la celebrazione (servizio all’altare, servizio del canto, offertorio, altri servizi).
Si possono prevedere delle celebrazioni per loro durante l’anno e introdurli nella preghiera davanti a Gesù Eucaristia. Insieme a me si stabiliranno modalità per partecipare all’adorazione comunitaria del giovedì.
Se nel gruppo non tutti fossero assidui nella partecipazione dovremo monitorare i casi più difficili e immediatamente intervenire per risolvere il problema.
I ragazzi devono imparare l’Atto di Fede, di Speranza e di Carità; le Virtù Teologali (fede, speranza e carità); le Virtù Cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.)

CLASSE QUINTA ELEMENTARE

Questa classe esce dall’esperienza della Messa di Prima Comunione, il che potrebbe essere di grande aiuto se saremo capaci di puntualizzare e rinfrescare nei bambini quell’esperienza, che è stata sicuramente per loro coinvolgente e forte, ma potrebbe essere anche un dis-valore se si insinuerà in loro e nelle famiglie (ed è facile che avvenga) l’idea che si è entrati in un tempo intermedio di attesa e anche di ozio. Quindi mi appello a tutta la creatività e fantasia degli animatori perché riusciamo a convincere, non per forza ma per amore, che la catechesi è un impegno di formazione continua e che l’incontro settimanale è l’ottimo per tutti, anche per coloro che non devono prepararsi ai Sacramenti.
Tuttavia appare che questa classe è una buona classe, anche nella pratica religiosa e nell’impegno costante e in gruppo. Continuare a suggerire il servizio all’altare e gli altri servizi all’interno della celebrazione dell’Eucaristia.
Essendo quindi un anno di impegno come tutti gli altri lavoreremo sul valore della parola di Dio nella nostra vita cercando di avvicinare i ragazzi alla Sacra Scrittura.
Si potrà scegliere l’angolatura con la quale presentare la tematica, ma non si dimentichi di illustrare il senso della Bibbia come Parola di Dio e parola degli uomini; il concetto di ispirazione della parola; la struttura della Bibbia. Ci si preoccupi che tutti i ragazzi abbiano una Bibbia da consultare e aiutarli a muoversi in essa insegnando loro il metodo delle citazioni. Estrapolare brani adatti che aiutino a comprendere i vari concetti.
I ragazzi devono imparare le Beatitudini evangeliche (Mt. 5,1).

CLASSE PRIMA MEDIA

In questo anno avviene il passaggio da un tipo di scuola ad un’altra; anche se non avvengono grandi cambiamenti sul piano della eterogeneità, in quanto non ci sono pesanti smembramenti e i ragazzi imparano a stare insieme ad altri, bisognerà fare molta attenzione ai loro mutamenti e anche ai loro turbamenti.
Se diventare amici veri dei ragazzi è sempre importante lo è molto di più all’inizio della loro adolescenza.
Solo con una amicizia sincera e profonda si potranno raccogliere le loro confidenze e aiutarli ad affrontare in maniera cristiana le problematiche che inevitabilmente insorgono.
Siccome abbiamo differito il Sacramento della Cresima alla fine della terza media, possiamo occupare notevole tempo ad affrontare i grandi temi della vita e i loro problemi personali, partendo dalle domande che essi cominciano a porsi. Tutto questo però diluito nell’arco dei tre anni.
Fare leva sulla loro voglia di confrontarsi per instaurare sempre di più un rapporto di fiducia e di stima.
Si cominci così a parlare della comunità della Chiesa, del mistero che essa rappresenta nel mondo e del senso di appartenenza ad essa. Piccole indagini e ricerche potrebbero servire per partire dalla realtà in cui noi siamo concretamente inseriti e risalire verso la chiesa locale (Diocesi) e la chiesa universale.
Le modalità di approccio saranno sempre scelte dagli animatori, tenendo presente che non può essere trascurato il mistero della Chiesa come “Corpo mistico di Cristo” e della Chiesa come “Sacramento Universale di salvezza per tutti gli uomini”.
Visto il particolare momento storico si potranno fare raffronti anche con le altre principali religioni del mondo tanto da portare i ragazzi ad aderire a Cristo “Via, Verità e Vita”.
I ragazzi devono imparare le opere di misericordia corporale e le opere di misericordia spirituale.

CLASSE SECONDA MEDIA

La classe seconda media, dovrà immediatamente affrontare il problema della partecipazione con un maggior coinvolgimento delle famiglie e l’attenzione alla motivazione dei ragazzi, magari inventando un approccio diverso al corso di catechismo (feste, cene, gioco).
Bisognerà anche però rendere più sicuri i contenuti ed eventualmente rimediare a quelle carenze che potrebbero esserci, analizzando le programmazioni con il lavoro effettivamente svolto.
Si terrà conto molto di più della personalità di ciascuno e dei doni che ognuno ha ricevuto dal Signore, per indirizzare i ragazzi verso una presa di coscienza della partecipazione alla vita della Chiesa.
Il tema della “vocazione” sarà dunque dominante.
Dio chiama e io devo rispondere, perché il suo Progetto d’Amore su me e sugli altri si realizzi.
Ogni risposta negativa alla sua chiamata impedisce a Dio di salvarci.
Si presenteranno così le diverse chiamate: matrimonio, vita religiosa e consacrata, vita sacerdotale.
E’ il tempo di presentare esperienze concrete di risposta.
Si inviteranno dunque a parlare “chiamati” che hanno provato a rispondere: sposi, religiosi, seminaristi, preti, giovani o meno giovani impegnati nella Chiesa.
Si cominci piano piano ad uscire dalla concezione di catechismo come “scuola” per portare i ragazzi a desiderare il loro gruppo e il loro incontro come una necessità di vita. Attenti a non comportarsi come “maestri” ed “insegnanti” ma come modelli di risposta alla propria vocazione.
La figura di Maria madre del Signore, modello di ogni vocazione farà da filo conduttore a tutto il lavoro.
Se si vuole si può insegnare la pratica del rosario.

CLASSE TERZA MEDIA

Siamo al termine dell’itinerario catechistico di formazione ai Sacramenti dell’Iniziazione cristiana, ma siamo in realtà all’inizio di una vita cristiana vera ed autenticata dalla scelta definitiva della confermazione.
Quindi si insisterà molto sulla libertà con la quale siamo chiamati a fare la nostra scelta, che non può esserci imposta da nessuno, nemmeno dai genitori, anche se essi hanno ancora la responsabilità della nostra crescita ed educazione.
Dobbiamo fare in modo che i ragazzi “entrino in crisi”, non per farli stare male ma per aiutarli a diventare del tutto consapevoli e responsabili.
Allo stesso tempo dovranno innamorarsi del Signore tanto da decidere di vivere per sempre alla Sua sequela.
La preghiera dunque sarà una esperienza da fare spesso sostenuta da forti momenti di ascolto e di silenzio.
Tema principale sarà la presentazione dello Spirito Santo, attore protagonista di tutta la nostra vita, dell’impegno di catechesi fin qui condotto, del Sacramento che essi hanno chiesto di ricevere.
Sarà analizzato l’articolo di fede sullo Spirito Santo così come lo troviamo descritto nella professione del “Credo Niceno-Costantinopolitano”.
Infine si parlerà della Chiesa come comunità cristiana raccolta intorno al vescovo, segno visibile dell’unità.
I ragazzi devono conoscere bene i Sette Doni dello Spirito Santo.

METODOLOGIA E TAPPE NELLA PROGRAMMAZIONE

Come per ogni percorso veramente educativo e formativo così anche per la catechesi è utile la programmazione che ogni catechista dovrà preparare per il suo gruppo.
I fattori essenziali sono:
- I destinatari (nel nostro caso i fanciulli/ragazzi)
- le finalità (o mete) gli obiettivi
- I contenuti
- I metodi
- La verifica

Le fasi sono:

  1. L’analisi della situazione, delle caratteristiche del gruppo, delle esigenze dell’ambiente;
  2. La puntualizzazione degli obiettivi, scelti in base alle situazioni, ma orientati secondo gli obiettivi generali;
  3. La scelta dei contenuti, che siano legati agli obiettivi da raggiungere e siano significativi, capaci di interessare e disposti in ordine di difficoltà crescente;
  4. La scelta di metodi adeguati;
  5. L’esigenza di verifica durante l’anno, individualmente e nel gruppo da parte dei catechisti.

La programmazione è un po’ come la progettazione di un viaggio che il gruppo dei catechisti è invitato a fare all’inizio dell’anno.
Ci si chiederà: come sono i partecipanti? Quali sono le loro esigenze, le loro aspettative? Che cosa sono in grado di capire? Dove vogliamo condurli? Che cosa è importante far loro conoscere? Con quali mezzi aiutarli ad apprendere, a gustare cose nuove?

COME COSTRUIRE UN INCONTRO DI CATECHISMO

Si può partire dall’esperienza vissuta, per scoprire come Dio opera nella storia dell’uomo.
Si può iniziare con una piccola celebrazione paraliturgica, al fine di sperimentare che quanto viene annunciato non è uno sterile contenuto dottrinale, un qualcosa, ma l’incontro con Qualcuno che ti ama e ti vuole salvare.
Si può prevedere la lettura di un passo del Vangelo o il racconto di un brano biblico arricchendo la narrazione con notizie storiche, dati geografici, usi e costumi, affinché il messaggio risulti più incisivo.
Tuttavia è fondamentale che nell’incontro siano presenti questi tre momenti:

  1. ANNUNCIO
  2. CELEBRAZIONE
  3. IMPEGNO

Questa struttura fa sì che il fanciullo/ragazzo capisca che la parola annunciata viene anche celebrata e vissuta.
La vita della Chiesa si compone infatti di questi tre momenti:

  1. CATECHESI
  2. LITURGIA
  3. CARITA’

Pur mantenendo la distinzione di questi tre momenti e sottolineandone le caratteristiche proprie, il catechista dovrà evitare ogni forma di separazione tra queste tre dimensioni dell’unico evento e dell’intera vita cristiana.

Importantissimo sarà anche il rapporto fra i catechisti che dovranno formare una piccola comunità cristiana: “dove duo o più sono uniti nel mio nome io sarò lì in mezzo a loro”.
E se Cristo sarà veramente presente tra di noi, sarà Lui stesso il catechista e il maestro ad insegnare e a condurre tutti verso il padre, con la potenza dello Spirito Santo che invisibilmente ma realmente sosterrà tutti noi.

 

ALCUNI PICCOLI SUGGERIMENTI

  1.  La programmazione deve essere presentata a me entro un mese a partire da oggi, 30 settembre 2006. La programmazione è obbligatoria per tutti;
  2. L’inaugurazione dell’anno catechistico avverrà la domenica 15 ottobre 2006. In quella occasione affiderò il mandato ufficiale ai catechisti;
  3. L’obiettivo comune che desidero sia tenuto in conto da tutti sarà la partecipazione alle attività estive della Diocesi, in primo luogo ai campi scuola;
  4. Si ricordi che i ragazzi in seconda elementare, quarta elementare e prima media adottano il libro di testo. Credo però che anche le altre classi attualmente ne abbiano bisogno. Si verifichi, immediatamente nel primo incontro, quanti libri di testo occorre adottare e mi si comunichi il tutto entro domenica 15 ottobre 2006. Avere tardi il libro di testo significa iniziare tardi il lavoro;
  5. Si possono adottare sussidi di ogni tipo;
  6. Per i video faccio presente che c’è a disposizione una ricca videoteca che si può consultare. Per i testi operativi o altri testi ci si muova come si ritiene meglio, ma è buona cosa utilizzare sempre i testi consigliati dai vescovi italiani.;
  7. Curare diligentemente la propria vita spirituale con la partecipazione frequente ai Sacramenti della Riconciliazione e della Eucaristia. Ogni catechista deve avere la propria guida spirituale. Curare la formazione culturale e individuarne insieme a me le modalità e gli strumenti;
  8. I catechisti sono i primi collaboratori del parroco e quindi anche i primi a partecipare alle altre attività suggerite dalla parrocchia. Per questo è indispensabile che la catechesi cammini in stretto rapporto con la liturgia e la carità. Non si lavora mai per compartimenti stagno;
  9. La partecipazione alla messa è una cosa molto seria e indispensabile per tutti catechisti e ragazzi. Fare di tutto quindi per venire a messa sempre con il proprio gruppo;
  10. Per quanto riguarda il rapporto con i genitori vengono programmati due incontri di catechesi: uno all’inizio dell’Avvento e uno in Quaresima, più due assemblee: una all’inizio e una alla fine del catechismo;
  11. Per i tempi forti dell’Avvento e della Quaresima saranno programmate attività particolari che coinvolgeranno i ragazzi nella preparazione della liturgia eucaristica domenicale;
  12. La parrocchia possiede fotocopiatrice e ciclostile che possono essere utilizzate per le attività di catechesi.

 

Di vi benedica e vi dia l’entusiasmo di lavorare per l’avvento del Suo Regno.

 

Montecchio 30 settembre 2008                                    Il Parroco
                                                                       Don Giuliano Pagliaricci

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